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Pellegrinaggio in Terra Santa

In cammino con le Beatitudini evangeliche.
Accompagnatore e guida spirituale Padre Gianfranco
4 Mag 2020
11 Mag 2020
Luogo
  • Gerusalemme e Israele
Organizzazione tecnica
  • Agenzia Frate Sole
€1250
4 Mag 2020
11 Mag 2020
€1250
Iscrizioni aperte
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Programma del pellegrinaggio:


Sognare l’impossibile

1° giorno: ITALIA / TEL AVIV / BETLEMME

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli “(Mt 5,8)

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto concordato; disbrigo delle formalità d’imbarco e partenza per Tel Aviv; all’arrivo incontro con la guida e proseguimento per Betlemme. Sistemazione in albergo /casa religiosa, cena e pernottamento.

Arriviamo a Betlemme, a ridosso del deserto di San Giovanni e il deserto di Giuda. Per la Bibbia andare nel deserto simboleggia il desiderio di rientrare in sé stessi abbandonando i rumori della città e le occupazioni quotidiane per riscoprire ciò che conta. Questo è il luogo ideale per leggere il racconto delle Beatitudini, la Carta d’Identità di Gesù che desideriamo conoscere meglio.

2° giorno: HEBRON* / HERODION / CAMPO DEI PASTORI / BETLEMME

“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7)

In mattinata (se possibile) raggiungeremo la località di Hebron*, a ridosso del deserto, tra le montagne di Giuda, dove in un mausoleo erodiano sono conservate le tombe dei patriarchi che rendono sacro il sito a ebrei, cristiani e musulmani. Proseguimento per l’Herodion, l’unica costruzione di re Erode che ha preso il nome dal sovrano. La collina che custodisce il palazzo è in parte artificiale. Poco sotto il palazzo, a metà collina, vi sono i resti di un monumento funerario che conteneva dei sarcofaghi, probabilmente la tomba del re Erode e dei suoi familiari. A seguire visita del Campo dei Pastori presso il villaggio arabo di Beit-Sahur, che sorge in mezzo ai campi di Booz citati nel libro di Rut (Rt 3,5), che è stato identificato dalla tradizione come il luogo dove avvenne l’annuncio della nascita di Gesù ai pastori da parte degli angeli. Rientro a Betlemme per la visita alla Basilica della Natività: è stato l’evangelista Luca a narrare la nascita di Gesù in una grotta, e la venerazione di questo luogo ha origini antichissime. Visita alle grotte sotto la chiesa di Santa Caterina, a quella di San Girolamo e a quella dei Santi Innocenti.

La misericordia di Dio abbraccia ogni frammento della creazione e abbraccia anche tutta la storia dell’umanità. Il segreto della compassione/misericordia, è nell’ esercizio a custodire il volto dell’altro, a custodire la presenza del suo cuore anche quando soffre. Nell’itinerario odierno, da una parte troveremo il rifiuto della beatitudine con la figura del sanguinario Erode e di molti altri come lui, dall’altra avremo la figura di Abramo, l’amico di Dio, e passando per Gerico, vediamo Gesù misericordioso che si ferma e guarisce due ciechi. (Mt 20)

*La visita di Hebron è sempre soggetta a riconferma in loco, in base alle condizioni socio-politiche del momento.

Un Dio che parla

3° giorno: VERSO LA GALILEA: QASR EL YAHUD / NAZARETH

“Beati i miti perché erediteranno la terra” (Mt 5,5)

In tempo utile partenza per il Nord per la Galilea delle genti, attraversando la depressione del fiume Giordano. Sosta a Qasr El Yahud, luogo che ricorda il Battesimo ricevuto da Gesù per mano di Giovanni Battista e proseguimento per Nazareth, dominata dalla massiccia basilica dell’Annunciazione, visibile da qualsiasi punto della città e costruita sull’antica planimetria della chiesa crociata. Successiva visita alla chiesa di san Giuseppe, che a partire dal XVII sec. è stata identificata come la bottega di Giuseppe.

La mitezza, oggi beatitudine poco popolare, viene scambiata per debolezza o per capacità di controllare la propria emotività, ma in realtà, come scriveva C.M. Martini, “l’uomo mite è colui che malgrado l’ardore dei suoi sentimenti, rimane duttile e sciolto, non possessivo, internamente libero, sempre sommamente rispettoso del mistero della libertà, imitatore in questo, di Dio che opera tutto nel sommo rispetto per l’uomo, e muove all’obbedienza e all’amore senza mai usargli violenza”. È interessante pensare questa beatitudine considerando la vita di Gesù di Nazareth.

4° giorno: IL LAGO DI GALILEA / TABOR

“Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati” (Mt 5,6)

Dopo la prima colazione, partenza per il Lago di Tiberiade, che nel Nuovo Testamento ha un ruolo molto importante perché Gesù fu attivo in molte località. Saliremo sulla collina delle Beatitudini dove la tradizione cristiana fa memoria del discorso sul monte; scenderemo poi a Cafarnao il centro del suo ministero in Galilea e infine sosteremo in località Tabgha, area identificata dai primi pellegrini come legata all’episodio della Moltiplicazione dei Pani e dei pesci (Mc 6,30) e del Primato di Pietro (Gv 21). Breve navigazione in battello del lago. Nel pomeriggio raggiungeremo il monte Tabor, la cui perfetta forma conica ha contribuito a creare la fama di monte sacro grazie a Cirillo di Gerusalemme che nel 348 lo indicò come il luogo della Trasfigurazione.

Attraverso i numerosi episodi evangelici che sono legati al Lago di Galilea, la beatitudine di Mt. 5,6 ci invita a considerare ciò che nella nostra vita è essenziale. Ci dice che il nutrimento su cui faccio crescere la mia vita non è la mia volontà, ma quella di Dio. È il desiderio ardente (fame e sete) di una profonda giustizia che, certo, implica le opere buone, i rapporti giusti verso il prossimo ma va anche in profondità: la giustizia nei riguardi di Dio, la tensione a una vita pienamente conforme alla Sua volontà.

Il profumo di Dio

5° giorno: CARMELO / GERUSALEMME e le tre pietre sante

“Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8)

In mattinata, partenza per Gerusalemme, sostando nei pressi della catena del Carmelo, dove già al tempo dei Giudici fu edificato un altare in onore del Dio d’Israele. Secondo la tradizione qui il profeta Elia avrebbe convocato i profeti di Baal e li avrebbe sfidati. Qui sorge anche un convento carmelitano. Arrivo a Gerusalemme e dopo il pranzo inizio delle visite, portandoci nei pressi del muro della cinta erodiana, denominato Ha Kothel, il posto più sacro della religione ebraica. Non saliremo sull’area superiore, sulla spianata del Monte Moria, cuore della religione ebraica dal tempo di Davide e Salomone, e ora nobile recinto sacro per l’Islam, ma ammireremo ugualmente gli esterni della moschea di Al’Aqsa e della Cupola della Roccia. La giornata terminerà con una visita approfondita alla Basilica che i greci chiamano Anastasis (ossia risurrezione) e i latini Santo Sepolcro, nomi che contengono un annuncio, una catechesi e una meditazione sull’unità del mistero pasquale. Sistemazione in albergo/casa religiosa, cena e pernottamento.

Per la Bibbia i puri di cuore sono coloro che vivono in trasparenza e senza ipocrisia: Gesù parla di un cuore indiviso che vive la ricerca unica del Regno, dove esiste l’unità tra la vita e la fede. Questa beatitudine sottolinea la trasformazione che nasce nel cuore dall’incontro personale con Dio, incontro che è anche il senso pieno della fede.

6° giorno: GERUSALEMME

“Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli “(Mt 5,10)

Ripercorreremo a ritroso le ore della passione di Gesù lungo la via Dolorosa, una via definita dalla fede: nella notte del giovedì santo i pellegrini bizantini si recavano in processione dalla chiesa di Eleona (sul Monte degli Ulivi) al Calvario e anche i francescani nel XVI sec. organizzarono un percorso devozionale per i pellegrini che volevano seguire le orme di Gesù a Gerusalemme. Anche noi, come gli antichi pellegrini, partendo dalla Porta dei Leoni e attraversando il quartiere arabo, visiteremo la chiesa di S. Anna e la Piscina Probatica e faremo altre soste lungo la “Via Crucis di Gesù”: alla Chiesa della Flagellazione con il suo Museo Francescano; alla 7° e alla 9° stazione (dove si trova il patriarcato copto); al Monastero Russo dedicato a S. Alessandro Nevski, dove si trova una soglia che, a parere di alcuni archeologi, può essere messa in relazione con l’antica porta delle Mura di Gerusalemme che Gesù ha varcato per salire al Calvario. Tempo libero.

La beatitudine incontrata sul lago si riferiva alla ricerca della volontà di Dio: qui si mette in luce la resistenza in quella stessa volontà soprattutto quando la situazione si fa veramente difficile. E proprio qui a Gerusalemme, da ogni luogo si evince una fedeltà a tutta prova di Gesù. Per amore del Padre e degli uomini è andato sino in fondo. “Essere perseguitati per la giustizia” (per Cristo) è quindi una reale situazione legata a una seria adesione al Vangelo, che può avere toni diversi a seconda dei luoghi e delle circostanze, ma che richiede coraggio e qualche volta eroismo.

7° giorno: GERUSALEMME: Monte Sion / Monte degli Ulivi

“Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati“ (Mt 5,4)

Rileggiamo ancora il racconto della passione e risurrezione di Gesù, secondo il racconto dell’evangelista Marco, lungo i santuari del Monte Sion. Partiremo dal Cenacolino (francescano) e proseguiremo per il Cenacolo, la sala dell’ultima cena di Gesù, terminando le visite alla Chiesa di S. Pietro in Gallicantu. A piedi (per chi vuole in bus), passando per la valle del Cedron, raggiungeremo il Monte degli Ulivi, dove visiteremo la Grotta dell’Arresto, la Tomba della Madonna e la Basilica del Getzemani. Nel pomeriggio saliremo in bus al Monte degli Ulivi, in località Betfage, per ricordare l’ingresso messianico di Gesù (Mc 11,1): nei pressi di una terrazza panoramica ammireremo la vista sulla città. Raggiungeremo infine a piedi la chiesa del Pater Noster, costruita sui resti della basilica costantiniana di Eleona, e il Dominus Flevit, dove ricorderemo il pianto di Gesù davanti alla città di Gerusalemme.

Chi mette sé stesso nelle mani del Signore viene consolato anche nel pianto: le visite di oggi mettono in luce l’amore grande che Gesù ha per gli Apostoli nell’ultima cena, ma anche il lamento e le lacrime dell’Amore non corrisposto. oggi possiamo sentire i tanti pianti di Gesù su Gerusalemme e sugli uomini. Con quei pianti ci ha mostrato il suo volto di Figlio che si fa carico delle nostre lacrime.

8° giorno: GERUSALEMME / TEL AVIV / ITALIA

“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9)

Tempo libero per visite individuali o di gruppo da concordare con la guida. In tempo utile trasferimento in aeroporto, disbrigo delle operazioni d’imbarco e partenza con volo di linea per l’Italia.

Gli operatori di pace non sono quelli che vogliono vivere in buona armonia con il mondo intero, i “pacifici”, ma coloro che lavorano per la pace, che accettano il dialogo come strumento e via della pace. Un dialogo che è accoglienza dell’altro, che è riconoscimento e stima e aiuto e anche contestazione delle prepotenze e delle oppressioni. Contenti di sapere di essere amati da Dio, di essere figli suoi e di amare ogni uomo!

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Luogo
  • Gerusalemme e Israele
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