COLLETTA VENERDÌ SANTO
15 APRILE 2022

Il messaggio del Custode di Terra Santa, fra Francesco Patton, in vista della Colletta del Venerdì Santo.

Appello per la Colletta del Venerdì Santo del Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali mons. Leonardo Sandri

Caro fratello in Cristo,

nell’omelia della Domenica delle Palme 2021, il Santo Padre ha utilizzato parole molto forti per parlare della Passione del Signore: “Questo ci stupisce: vedere l’Onnipotente ridotto a niente […]. Vedere il Dio dell’universo spoglio di tutto. Perché ti sei lasciato fare questo? Lo hai fatto per noi, per toccare fino in fondo la nostra realtà umana, per attraversare tutta la nostra esistenza, tutto il nostro male, per avvicinarsi a noi a non lasciarci soli nel dolore e nella morte. […]. Egli sperimenta nella sua carne le nostre contraddizioni più lacerate, e così le redime, le trasforma” (Papa Francesco, omelia 28 marzo 2021).

Papa Francesco nel corso del 2021 ha vissuto due pellegrinaggi di speranza tra le comunità cristiane del Medio Oriente e della Terra Santa: sperando contro ogni speranza, mentre tutto il mondo era ancora in preda alla pandemia, ha voluto raggiungere alcuni tra i più soli e sofferenti: i nostri fratelli e sorelle dell’Iraq, terra di Abramo, terra dell’esilio, terra che ha saputo custodire il nome di Cristo nonostante la violenza della guerra e la persecuzione. Accanto a Lui con la preghiera e l’affetto, anche noi abbiamo percorso le strade di Mosul, di Qaraqosh, siamo sostati in preghiera nella cattedrale siro-cattolica di Baghdad in memoria dei testimoni uccisi il 31 ottobre 2010 mentre stavano celebrando la liturgia, che l’Oriente ama definire “il cielo sulla terra”. Quel giorno la terra si è tinta di sangue e macerie, eppure come credenti riconosciamo che si è sprigionata la luce della Pasqua di Passione e Resurrezione e si è diffuso il balsamo e il profumo di coloro che seguono l’Agnello immolato sino al dono della vita. Anche a Cipro e poi in Grecia, terre della predicazione apostolica, il Papa si è confrontato con la sofferenza della divisione: di una terra, dei popoli, degli stessi credenti in Cristo che ancora non possono sedersi alla stessa mensa dell’Eucarestia, di coloro che vi sono giunti numerosi cercando rifugio e accoglienza. Non sono mancati altri appelli, gesti e inviti alla pace per altre terre che la storia della salvezza e le vicende bibliche ci invitano a comprendere come “Terra Santa”.

Dinanzi a questi gesti del Santo Padre che testimoniano il desiderio di vicinanza, di incontro, di recare almeno un po’ di sollievo come fosse la carezza del Nazareno, dobbiamo avere il coraggio – come singoli e comunità cristiane – di interrogarci: che cosa vedo, di cosa mi accorgo? Quale è il perimetro del mio sguardo? Nella Pasqua verso la quale ci conduce il cammino quaresimale che abbiamo iniziato oggi, lascerò che il Signore possa visitare le mie e le nostre solitudini? E all’Amore che verrà a visitarmi saprò rispondere con l’amore? L’amore non si paga se non con l’amore!

Se in termini personali il Cristo ha sofferto ed è morto una sola volta e non può morire più, nel suo Corpo, che è la Chiesa, continua a soffrire, specialmente in Medio Oriente, ma anche in ogni altro luogo del mondo in cui la libertà di vivere la fede è conculcata e impedita: dalla persecuzione in molti casi, dall’ambiente ostile talvolta, spesso dalla globalizzazione dell’indifferenza, dalla violenza delle guerre di cui l’umanità sembra purtroppo non essere mai paga, come accade in Ucraina.

Per due anni consecutivi i cristiani di Terra Santa hanno celebrato la Pasqua e il Natale in una sorta di isolamento, senza il calore e l’amicizia solidale dei pellegrini che visitavano i Luoghi Santi e le locali comunità. Le famiglie hanno sofferto oltre misura per la mancanza di lavoro più che per gli effetti immediati della stessa pandemia.

È per espresso desiderio dei Pontefici che si è iniziata e si continua a celebrare la “Colletta Pro Terra Santa”, solitamente collocata nel giorno della Passione salvifica del Signore, il Venerdì Santo: non è nulla di antico o sorpassato, perché essa esprime anzitutto la consapevolezza delle nostre radici che si trovano nell’annuncio della redenzione che si è diffuso da Gerusalemme ed è giunto a tutti noi. Il gesto dell’offerta, anche piccola, ma da parte di tutti, come l’obolo della vedova, consente ai nostri fratelli e sorelle di continuare a vivere e sperare, ad offrire una testimonianza vivente al Verbo fatto carne nei Luoghi e per le strade che videro la sua presenza. Se smarriamo le nostre radici, come potremo essere ovunque ci troviamo nel mondo, un albero che cresce e porta frutti di amore, carità e condivisione

Guardando dunque a Cristo che ha toccato fino in fondo la nostra realtà umana, lasciandoci ispirare dai gesti di prossimità compiuti da Papa Francesco nei suoi Viaggi Apostolici e raccogliendo il suo invito ad essere solidali con i fratelli e le sorelle della Terra Santa, diamo nuovo vigore e nuova linfa alla pratica della Colletta di Terra Santa: attraverso i competenti Uffici Diocesani e grazie alla presenza e all’operato in tutto il mondo dei Commissari di Terra Santa dell’Ordine dei Frati Minori viviamola curando anche la preparazione ad essa, attraverso testimonianze, preghiere o la semplice celebrazione della Via Crucis. A Gerusalemme, Betlemme, Nazareth e in molti altri santuari e monasteri ogni giorno si celebra e si prega per la Chiesa in tutto il mondo, e noi siamo invitati a ricordarci con il cuore e con un piccolo dono di tutti coloro che pronunciano il nostro nome dinanzi al Signore, ringraziando per la nostra generosità. Il materiale informativo che ogni anno viene diffuso ci aiuta a vedere il flusso di carità e di vita che è reso possibile grazie alla Colletta.

A Lei, ai Sacerdoti, ai Religiosi e ai Fedeli, che si adoperano per la buona riuscita della Colletta, in fedeltà ad un’opera che la Chiesa richiede di compiere a tutti i suoi figli secondo le modalità note, ho la gioia di trasmettere la viva riconoscenza del Santo Padre Francesco. E mentre invoco copiose benedizioni divine sulla comunità a Lei affidata, porgo il più fraterno saluto nel Signore Gesù.

Suo dev.mo

✠  Leonardo Card. Sandri

La Colletta del Venerdì Santo

Quando arriverò, quelli che avrete scelto li manderò io con una mia lettera per portare il dono della vostra generosità a Gerusalemme.

(1 Corinzi 16,3)

La “Colletta per la Terra Santa”, conosciuta anche come “Collecta pro Locis Sanctis”, nasce dalla volontà dei papi di mantenere forte il legame tra tutti i Cristiani del mondo e i Luoghi Santi. La Colletta, che tradizionalmente viene raccolta nella giornata del Venerdì Santo, è la fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge intorno ai Luoghi Santi. Le offerte raccolte dalle parrocchie e dai Vescovi vengono trasmesse dai Commissari di Terra Santa alla Custodia di Terra Santa che verranno usate per il mantenimento dei Luoghi e per I cristiani di Terra Santa, le pietre vive di Terra Santa. La Custodia attraverso la Colletta può sostenere e portare avanti l’importante missione a cui è chiamata: custodire i Luoghi Santi, le pietre della Memoria, e sostenere la presenza Cristiana, le pietre vive di Terra Santa, attraverso tante attività di solidarietà.

 

La Colletta Pro Terra Santa è una delle raccolte obbligatorie (insieme all’Obolo di San Pietro del 29 giugno e alla Giornata missionaria mondiale) che viene svolta il Venerdì Santo (o nella data che l’ordinario del luogo ritiene più opportuna) in favore delle opere e delle necessità della Terra Santa. Nell’esortazione apostolica di Paolo VI del 25 marzo 1974, “sulle accresciute necessità della Chiesa in Terra Santa”, vengono precisate le modalità della Colletta. Modalità riprese e ribadite anche dai successivi pontefici. Ecco alcuni passaggi dell’esortazione apostolica che si riferiscono alla Colletta:

QUANDO? IL VENERDÌ SANTO O IN ALTRO GIORNO

“In tutte le chiese e in tutti gli oratori, appartenenti sia al Clero diocesano che religioso, una volta l’anno – il Venerdì Santo o in altro giorno designato dall’ordinario del luogo –, insieme alle particolari preghiere per i nostri fratelli della Chiesa di Terra Santa, si raccolga una colletta, a loro parimente destinata. I fedeli siano avvertiti, con congruo anticipo, che detta colletta sarà devoluta per il mantenimento non solo dei Luoghi Santi, ma prima di tutto delle opere pastorali, assistenziali, educative e sociali che la Chiesa sostiene in Terra Santa a beneficio dei loro fratelli cristiani e delle popolazioni locali.”

A CHI VANNO VERSATE LE OFFERTE? AL PROPRIO ORDINARIO

“Le offerte siano tempestivamente rimesse dai Parroci e dai Rettori delle chiese e degli oratori al proprio Ordinario, il quale le consegnerà al Commissario di Terra Santa più vicino, la cui attività, tanto benemerita nel passato, Ci sembra tuttora valida e funzionale, o per altro opportuno tramite.”

A COSA SERVE LA COLLETTA DEL VENERDÌ SANTO? A SOSTENERE LA CHIESA DI TERRA SANTA

“La S. Congregazione per le Chiese Orientali provvederà, a norma delle istruzioni da Noi impartite, ad assicurare che la Custodia di Terra Santa e la Gerarchia locale, nel rispetto delle loro competenze, possano continuare le loro Opere, consolidarle e svilupparle maggiormente, in piena armonia tra di loro ed in stretta cooperazione con gli altri Organismi che hanno speciali vincoli con la Terra Santa ed hanno a cuore le sorti di quella Chiesa locale.”

Fai conoscere l’iniziativa della colletta del Venerdì Santo nella tua parrocchia e sostieni i frati francescani in Terra Santa.

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