Nome: Federica
Dal: 31-12-2014
Al: 06-01-2015

Ciao Francesco, come stai?

Come al solito parto a scoppio ritardato, ma volevo dirti due cose sul viaggio in TerraSanta. “Dire” in chiave metaforica, visto che io sono molto più brava a scrivere che non a parlare, e va a finire che le cose importanti le dico sempre così.
Sono partita per questo pellegrinaggio in un momento in cui il mio rapporto con Dio è abbastanza “travagliato” e non certo per colpa sua. Penso che il Signore abbia delle cose da dirmi e lo sta facendo con molta insistenza da quando sono tornata dal mese che ho passato in missione in Thailandia (estate scorsa, sono stata un mese vicino a Bangkok in una missione delle saveriane, e ci sono finita non a caso ma come parte del percorso giovani&missione del pime). E’ solo che io forse non sono ancora disposta ad ascoltare tutto, e ad essere veramente libera come tante volte avete detto anche voi nelle riflessioni in Israele. Mi sono sentita abbastanza “bersagliata” per tutta la settimana, ogni cosa mi sembrava detta per me. Il che è molto bello, ma in questo momento non sono così “solida” e questo ogni tanto genera… panico! Perchè magari uno vorrebbe sentire quello che ha in mente lui, non quello che ha in mente un altro per te. Pensa quando eravamo a Tabgha e abbiamo letto Giovanni 21 mi è venuto un colpo perchè io su quel brano ci avevo pregato tantissimo durante il primo anno al pime; precisamente mi ero soffermata su una frase forse relativa, ma che a me diceva molto: quando Pietro davanti a Gesù si volta e gli dice “io vado a pescare”. Ecco ho sempre pensato che accidenti, se questo è riuscito davanti al Signore a dirgli “ciao, io vado a fare quello che decido io” chissà mai cosa posso combinare io… e in effetti tante volte vedo che questo “IO” è troppo, troppo ingombrante. Il mio proposito per la missione era proprio di smussarlo un po’; ci sono riuscita credo per grazia perchè io sono una testa dura colossale, ed effettivamente è stato un mese pazzesco, un dono quotidiano. Adesso dovrei riuscire a ri fare questo passaggio ma a volte è un po’ complicato, anche se non ho nessun motivo per non fidarmi di Dio che nella mia vita ha fatto solo cose belle, a partire dal farsi incontrare da me, che venendo da due genitori atei non è che avessi poi tutte queste occasioni quotidiane…

Comunque, questo romanzo era solo per dirti che nonostante il “travaglio interiore” che sto vivendo, la settimana in TerraSanta mi è servita a farmi toccare da Gesù in un momento in cui non lo avrei cercato più di tanto. Ma…non so come dire…Lì non si può scappare. O forse per una volta ho fatto una cosa sensata e senza pretendere di capire o comunicare troppo mi sono limitata a seguire.

Ti volevo anche ringraziare perchè sei stato capace di guidarci e spiegarci che senso possano avere avvenimenti di 2000 anni fa nella nostra vita di tutti i giorni. Non è scontato.

Se passi per Settimo (visto che se ho capito bene porterai la mia comunità in pellegrinaggio a settembre…quasi quasi ritorno…hahaha) fammi sapere che vengo a salutarti. Se lo dici al don Paolo tanto mi avvisa lui. A presto, buon tutto.

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